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velia teatro: edizione 2008

Vita di un soprintendente

Mario Napoli nasce a Napoli il 14 marzo 1915 e si laurea presso la locale Università. Dopo la Scuola di perfezionamento a Roma, entra nell’Amministrazione delle antichità e belle arti nel 1945. Muove i primi passi sul campo sotto la direzione e il prezioso magistero di Amedeo Maiuri. Attende allo scavo sistematico di Baia e, in particolare, delle terme romane, legando il suo nome ad alcuni importanti ritrovamenti tra i quali quello della prima replica integra della Sosandra di Calamide. Sempre negli anni napoletani, a fianco dell’attività di insegnamento presso l’Accademia di belle arti, avvia e conclude importanti ricerche archeologiche nel centro della sua città natale. Tra l’altro, conduce il rinvenimento dell’importante necropoli di Pizzofalcone, a ponte a Chiaia. Degli anni di attività nel capoluogo della Campania va senz’altro ricordato il volume Napoli greco-romana (1960). Nel 1960 lascia Napoli per assumere la direzione dell’allora Soprintendenza archeologica di Salerno e Potenza, che dal 1964 sarà delle province di Salerno, Avellino e Benevento.

Proprio agli anni salernitani sono legate alcune delle scoperte che hanno delineato la sua statura di archeologo. Lo scavo sistematico delle necropoli di Paestum condusse al rinvenimento di un gran numero di sepolture, molte dipinte. Tra le altre, nel 1968, scoprì la cosiddetta Tomba del tuffatore (480 a.C.), la tomba dipinta che è l’unico esempio di pittura funeraria con scene figurate noto da ambiente greco. All’importante scoperta egli dedicò un ricco volume monografico La Tomba del Tuffatore, apparso nel 1969. Ma il centro al quale si deve maggiormente associare il suo nome è quello di Elèa che portò a interessanti scoperte: il pieno riconoscimento della pianta della città, il rinvenimento del quartiere portuale, di larghi tratti delle fortificazioni, del centro abitato e dell’acropoli ma, soprattutto, la monumentale Porta Rosa, straordinario esempio di arco a tutto sesto. Nella sua qualità di soprintendente ha potenziato la ricerca in diverse aree, tra le quali basterà ricordare gli scavi delle necropoli di Montesarchio (AV), di Pontecagnano (SA) e dell’agro sarnese.